Undicesimo risveglio

Le battaglie che ho evitato

Voltandomi le spalle per non leggere negli occhi la verità.

(Michele Lepera)

“Mi porto addosso i segni di tutte le battaglie che ho evitato.”

 

(Fernando Pessoa)

Angelo Ricci

Alcuni anni fa lessi questo aforisma di Fernando Pessoa.

Sbam! Sono rimasto quasi di sasso. Un pugno nello stomaco.

Si, perché in quelle parole c’ero io ed è stato come se qualcuno mi avesse letto dentro.

“…i segni di tutte le battaglie che ho evitato”

 

A un certo punto della mia vita, infatti, mi sono ritrovato esattamente dove non avrei voluto essere ed ero diventato la persona che non sarei mai voluto diventare.

E proprio come Pessoa ero pieno di cicatrici e con una buona dose di rimpianti per non aver seguito quello che il cuore mi suggeriva.

Ma grazie a queste parole si è riaccesa in me quella voglia di risveglio, di sentirmi vivo, di trovare uno scopo alla mia vita, e anche la voglia di portare un po’ di valore nelle vite degli altri.

Poi, come sempre, a parole sembra tutto facile, ma passare dalle buone intenzioni all’azione è tutta un’altra storia.

Questo processo di risveglio, infatti, comporta anche dei lati scomodi, spigolosi e a volte dolorosi da affrontare.

È bellissimo cominciare a riscoprire la sensazione di essere ancora vivi. Ma allo stesso tempo, è un po’ come risvegliarsi da un’anestesia.  Quando l’effetto comincia a svanire, riscopriamo la presenza del dolore, il dolore che la scelta di vivere a pieno può comportare.

Relazioni tossiche, legami da recidere, il desiderio di cambiare lavoro, la sensazione di vivere nel posto sbagliato. Situazioni o persone da lasciare andare. La necessità di abbandonare alcune delle nostre certezze.

L’incertezza è “la condizione perfetta per incitare l’uomo a scoprire le proprie possibilità”  scrive lo psicoanalista e sociologo Erich Fromm

Eccolo il bivio: accettare o meno la chiamata. Il momento in cui scegliere se diventare eroi oppure disertori della nostra vita.

Eccolo là il momento del coraggio.

E non a caso, la parola coraggio significa avere cuore, agire col cuore. Questo non vuol dire agire seguendo soltanto un sentimento o l’istinto, ma significa agire ascoltando le sensazioni che arrivano dal nostro corpo quando ci troviamo davanti a una scelta.

Quante volte il nostro corpo conosce in anticipo quello che è meglio per noi e ci manda segnali che ci rifiutiamo di ascoltare?

Anche questo è il coraggio. Mettersi in ascolto di noi stessi.

Ecco che l’eroe è dunque una persona che si ascolta e che accetta le proprie sfide piccole o grandi che siano.

È una persona che non vuole più rinnegare se stessa,

Ora, ognuno di noi ha il suo campo di battaglia e io e te porteremo addosso i segni delle battaglie che sceglieremo di combattere o di evitare. I segni delle sicurezze o delle insicurezze che sceglieremo di abbracciare.

Ma prima di lasciarti ti chiedo:

  • Quali sono le battaglie che hai evitato finora?
  • Che cosa comporterebbe affrontarle?
  • Che cosa comporterebbe evitarle ancora?
  • Cosa dovresti volontariamente fare o non fare per continuare a sabotarti, per continuare a lasciare sul tuo corpo i segni di altre battaglie evitate?

 

Riflettici bene e poi scrivi le tue risposte sul diario di bordo.

Buon risveglio e buona navigazione dal tuo compagno di viaggio.

Angelo Ricci

Ideatore di Sognatori Svegli,
Trainer
Formatore.

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