Dodicesimo risveglio

Quello che non ho non serve

L’immaginazione cambia nome alle cose e le cose cambiano.

(Michele Lepera)

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura, che la diritta via era smarrita…”

 

(Dante Alighieri)

Angelo Ricci

Dante… Il sommo poeta…

E pensare che Dante scrisse la divina commedia, la più grande opera letteraria della storia italiana e non solo, nel momento forse peggiore della sua vita, probabilmente il più doloroso a livello personale ovvero durante il suo esilio forzato, lontano dall’ amata Firenze, città in cui era nato e vissuto.

Città in cui in quel periodo era stata emessa per lui la condanna di morte sul rogo.

Nella costrizione di non poter vivere la vita che desiderava, Dante riuscì a creare il suo più grande capolavoro.

E parlando di costrizione mi viene in mente un altro grande personaggio, forse il più grande psicoterapeuta di tutti i tempi, sto parlando di Milton Erickson, che costretto per lunghi periodi all’immobilità quasi totale da due violenti attacchi di poliomelite nel corso della sua vita, è riuscito a sviluppare una capacità di osservazione dei comportamenti umani fuori dal comune, tanto da permettergli di indurre alcuni pazienti in una trance ipnotica solo con uno sguardo o un piccolo movimento del capo.

Ha utilizzato i limiti del suo corpo per sviluppare questa grandissima capacità di lettura degli altri.

Sono certo che anche tu, nella tua vita, avrai incontrato persone comuni, magari non famose come Dante ed Erickson, che sono riuscite a realizzare grandi o piccole imprese nonostante i limiti a cui erano soggette.

E sono ancora più certo che, se osservi bene quello che hai realizzato finora, anche tu hai raggiunto dei traguardi importanti nonostante molti ostacoli da superare o limiti oggettivi con cui fare i conti.

In un mondo che spesso ci propina l’idea che siamo senza limiti, che possiamo fare qualunque cosa se solo lo vogliamo, oggi voglio innalzare un’ode ai limiti che ci costringono a tirare fuori risorse che spesso pensiamo di non avere.

Quando, tempo fa, ho lasciato il mio lavoro da dipendente, in un primo tempo ho sofferto quella che mi piace definire come la sbornia da tempo libero. Addirittura ho notato che riuscivo a creare molti più contenuti per Sognatori Svegli quando avevo pochissimo tempo da dedicare al progetto rispetto a quando potevo dedicare finalmente molte più ore al giorno.

Quella compressione che vivevo nelle mie giornate da dipendente, creava in me da una parte la frustrazione di non poter lavorare come desideravo a questo mio sogno, ma allo stesso tempo incanalava le mie energie in maniera molto potente e focalizzata in quell’unica ora al giorno che riuscivo a dedicare a Sognatori Svegli.

Se quindi in questo momento della tua vita ti senti stretto, o costretto in una situazione da cui stai cercando di uscire, mi piacerebbe farti un paio di domande:

  • Come puoi utilizzare a tuo favore i limiti che la tua attuale condizione ti impone?
  • Cosa puoi apprendere grazie a queste costrizioni?

Magari sei nella situazione di voler cambiare lavoro perché non sopporti più il tuo capo, oppure vivi una relazione che ormai non va da nessuna parte o chissà cos’altro.

  • In attesa di maturare la scelta di licenziarti e cambiare lavoro o di valutare se lasciare o meno il tuo attuale partner, cosa puoi fare per migliorare il rapporto con questa persona?
  • Cosa puoi fare per migliorare la tolleranza alla frustrazione che questa situazione comporta?
  • Che cosa non hai ancora sperimentato, anche a livello di soluzione, che magari potrebbe cambiare lo stato delle cose e permetterti di vivere più tranquillamente questa fase della tua vita in attesa di comprendere meglio la direzione da prendere?

A volte è proprio la privazione a far scoccare la scintilla dell’immaginazione e della creatività

Baricco, la racconta così.

“Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita.”

Anche tu puoi creare una musica infinita grazie ai tuoi limiti.

Nonostante i tuoi 88 tasti.

Puoi compiere grandi imprese nonostante i tuoi limiti fisici come Erickson.

E creare opere immense nonostante il tuo esilio dalla vita che vorresti vivere, come Dante.

Oggi, rifletti su quanto i tuoi limiti, possano anche rappresentare la tua forza. La tua risorsa. La possibilità di tirare da te il meglio possibile.

 

Buon risveglio e buona navigazione dal tuo compagno di viaggio.

Angelo Ricci

Ideatore di Sognatori Svegli,
Trainer
Formatore.

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