Secondo risveglio

Sogno allo specchio

L’incertezza non s’avventura e – timida – continua a toccare il fondo, lasciando l’orizzonte riflettere un pensiero che non sembra possibile.

(Michele Lepera)

“L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare.”

 

(Eduardo Galeano)

Angelo Ricci

La nave Venti Favorevoli è pronta a salpare e, volgendo lo sguardo oltre la prua, si intravede la linea immaginaria di un orizzonte, dove il cielo e il mare si incontrano.

E quando penso all’orizzonte, mi tornano alla mente le parole che hai appena letto sull’utopia.

 

È tempo di esplorare l’orizzonte.

Ma prima, è importante fare un check, una verifica di ciò che abbiamo scelto di portare con noi e di cosa non portare per affrontare questo viaggio.

È tempo di scremare il superfluo dal necessario.

 

Innanzitutto, porta con te il tuo sogno, progetto, cambiamento desiderato, oppure la tua confusione, quella massa informe a cui dare una forma.

Servirà a farti camminare, a farti scoprire delle parti di te che non conosci ancora.

Servirà a tenerti in moto.

 

Ma nello zaino, metti anche quello che la vita ti ha insegnato finora, esperienze, gioie e dolori di questo tuo cammino, perché in fondo, non si parte mai veramente da zero, o con niente addosso, qualunque sia la strada che vuoi intraprendere o che hai fatto finora.

E a proposito di questo

 

Prendi il tuo diario di bordo

Se la tua vita, finora, fosse stata una sorta di kolossal, un romanzo, una serie tv seguita da milioni di lettori o telespettatori, che cosa potrebbe insegnare a te e agli altri?

Rispondi cominciando la frase scrivendo “La mia vita insegna che…”

 

Ma, attenzione, quì ti invito a fare un’ulteriore osservazione.

Una volta individuati gli insegnamenti che a tuo avviso dalla tua vita è possibile apprendere, esplora ancora più a fondo ponendoti queste domande per ogni risposta che darai:

ad esempio se una delle cose che la mia vita può insegnare è “Non ci si può fidare di nessuno…” chiediti:

  • è una verità assoluta o solo una storia che mi racconto?
  • è davvero sempre andata così?
  • ci sono degli eventi o dei ricordi che possono smentire questa mia convinzione?
  • c’è un modo più costruttivo attraverso cui poter raccontare questi insegnamenti?
  • che cosa posso imparare ancora da quel ricordo o da quella storia, raccontandola in un altro modo?

Poniti queste domande per ogni cosa che la vita ti ha insegnato. E per ogni storia che ti racconti.

 

Quando crediamo di sapere tutto su noi stessi o su qualcosa, è il momento di porsi altre domande.

 

Ti auguro buon risveglio e buona navigazione!

Un abbraccio dal tuo compagno di viaggio.

Angelo

Angelo Ricci

Ideatore di Sognatori Svegli,
Trainer
Formatore.

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