Quattordicesimo risveglio

Quando tutto tace

Una lama di luce illumina i confini di mondi nascosti.

(Michele Lepera)

“Si dice che ogni persona è un’isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è.”

 

(José Saramago)

Angelo Ricci

Oggi sbarcheremo a Silent Island, ovvero L’isola del Silenzio. In inglese sembra una destinazione più esotica…

L’isola del silenzio, in realtà, più che un posto, è un tempo. Un tempo per te, un tempo che forse troppe poche volte riesci a concederti.

Se ci pensi bene, il silenzio è un po’ come quello spazio bianco, vuoto, che separa una parola dall’altra per permetterci di comprendere meglio ciò che stiamo leggendo.

È un piccolo allontanamento che favorisce la comprensione.

È facile dedurre a questo punto che per comprendere meglio che cosa desideriamo nel nostro profondo e quale rotta seguire nella nostra vita è necessario concedere a noi stessi una distanza, un piccolo allontanamento, un tempo per dimenticarci e guardarci dentro.

Nella nostra meravigliosa lingua c’è una parola che esprime il guardarsi dentro: è la parola Intuire, che significa Vedere Dentro. L’intuizione è quindi qualcosa che arriva da noi stessi, da risorse che possediamo già nelle nostre profondità. Ma per poter vedere dentro e riuscire a leggere e comprendere cosa c’è scritto è necessario, appunto, uno spazio, un silenzio.

Il silenzio è probabilmente la chiave migliore per accedere alle nostre intuizioni, quelle intuizioni che spesso sono risposte, soluzioni, lampadine che si accendono e illuminano scenari nascosti fino a quel momento.

Ma, come puoi ben intuire, appunto, non basta starsene zitti per vivere a pieno la tua isola del silenzio.

Per accedere alle nostre intuizioni più potenti è importante allenare la nostra mente a non giudicare.

Ad osservare i pensieri che nel silenzio verranno a trovarci, ma senza giudicarli. Senza definirli.

Allenandoti dapprima a riconoscere i tuoi giudizi e in seguito ad astenerti dal giudizio verso di te, riuscirai a recuperare quello sguardo puro, neutro, verso il mondo e verso gli altri.

Questa è la condizione ideale per permettere a noi stessi di scoprire che non siamo soltanto le storie che ci raccontiamo e nemmeno l’effetto di cause da ricercare nel passato.

In quello stato di silenzio senza giudizio e senza definizioni scoprirai di poter essere ancora tantissime cose che, nel rumore della tua vita non riuscivi a scorgere, ad intuire..

Certo, forse è proprio per questo motivo che il silenzio ci spaventa. Perché ci mette davanti alla nostra potenziale grandezza. Perché ci permette di vedere la nostra vita senza quelle lenti che abbiamo costruito e che limitano la nostra visione delle cose e di noi stessi.

Marianne Williamson lo scrive così.

“La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati. La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura. È la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa.”

Da oggi scegli un tempo, ogni giorno, anche solo di 15 minuti, possibilmente alla stessa ora e in un posto in cui ti senti a tuo agio, e torna ad esplorare la tua isola del silenzio e allenati a guardare dentro di te senza giudicare, senza definire, senza limitare ciò che ancora potresti essere.

Uno spazio che sia tutto per te in cui svolgere un’attività che non sia di alcuna utilità… Soltanto per il piacere di farla…

Allena la tua Intuizione e ricorda che in-tuire significa guardarsi dentro.

 

Buon risveglio e buona navigazione dal tuo compagno di viaggio

Angelo Ricci

Ideatore di Sognatori Svegli,
Trainer
Formatore.

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