Parole, opere e missioni…

In principio era Angelo Ricci e sembrava che tutto andasse bene.
Forse, più semplicemente, andava tutto come doveva andare.

Mio padre mi ripeteva sempre di pensare alle cose serie ovvero studiare, trovare un lavoro, sposarmi, fare dei figli e cercare di stare bene in salute.

E poi….

E poi… boh…  Le cose serie sono quelle, no? Una volta che hai tutto questo, puoi dedicarti alle tue passioni, ai tuoi hobby, farti una vacanza ogni tanto. E intanto metti i contributi per la pensione.

E così ho fatto.

Prima ho provato un bel po’ di mestieri, dal carabiniere all’addetto pulizie scale nei condomini, dal venditore porta a porta di Bibbie del Giubileo (hai letto bene…) al commesso in un negozio di carte da parati.

 

Ma l’aria che tirava nella mia Taranto non mi piaceva, in tutti i sensi, così ho lasciato casa a ventitré anni per esplorare terre più lontane e pochi mesi dopo sono stato assunto in Telecom Italia Mobile a tempo indeterminato, nella sede di Padova.

 In Tim mi sono tolto moltissime soddisfazioni, ho scoperto la mia vocazione per la formazione in aula e ho anche vinto il premio “Archimede” con un progetto sulla comunicazione efficace in azienda.

A 34 anni sono diventato padre e ovviamente sono diventato ancora di più l’orgoglio di papà e mammà.

E proprio questo evento, anziché mettere un freno alle mie aspirazioni mi ha dato ancora più forza nel cercare di essere un buon esempio di padre sognatore. Volevo essere fonte di ispirazione per mio figlio, e desidero esserlo ancora.

 

Ma a proposito di mammà.

Per fortuna la vita non è soltanto pragmatismo, programmi e obiettivi professionali. Anzi.

Mentre cambiavo vita, città e case come se non ci fosse un domani ho dato ascolto anche a mia madre che mi ricordava di non dimenticare mai i miei sogni.

Uno su tutti? La musica.

 Fin da ragazzino ho amato scrivere canzoni e cantarle, mi divertivo a strimpellare il pianoforte e la chitarra, sul palco mi sentivo a casa mia.

Ho sempre suonato a orecchio e non ho mai studiato canto, composizione e non so leggere uno spartito.

Tuttavia nel 2009 ho realizzato un sogno per me quasi impossibile: essere premiato da Mogol in persona per un brano da me scritto, composto e interpretato.

Il più grande autore di testi della musica italiana mi assegnò una borsa di studio per formarmi presso il suo Centro Europeo della Musica.

Un altro sogno realizzato!
E poi? boh….
E poi qualcosa mi diceva che non mi sarebbe bastato, che forse stavo vivendo la vita che dovevo e non la vita che volevo.

Così, mentre tutto sembrava andar bene, il respiro mancò e gli attacchi di panico vennero a bussare alla porta dello stomaco.

 

Cosa avevano da dirmi?

Semplice: o ti fermi e ti ascolti oppure ci penserà quella parte più profonda e più grande di te a farlo.

Che dire?

Era tempo di mettersi in ascolto.

 

Ricapitolando:

Mio padre mi diceva di pensare alle cose serie.

Mia madre di non dimenticare mai i miei sogni.

Io finalmente compresi che dovevo pensare seriamente ai miei sogni e a ciò che desideravo diventare.

Nei miei anni in azienda ho scoperto la vocazione per la formazione e la crescita dell’essere umano a 360 gradi. Ho capito che c’è qualcosa che viene prima della comunicazione efficace, delle strategie di problem solving, delle tecniche di sviluppo personale. C’è qualcosa di profondo radicato in ogni persona che, se compresa, può fare la differenza in ogni settore e in ogni situazione. A me piace chiamarlo Sogno o Scintilla ed è a quello che ho scelto di dedicare i miei studi e le mie ricerche.

 

Ho scelto di formarmi presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo sviluppando le competenze di counseling e problem solver strategico e il master in Mental Training Sportivo presso il CISSPAT di Padova.

Grazie alla musica ho compreso che cosa significhi entrare in uno stato di flusso e “sentire” qualcosa di grande che può portarti in posti dove il tempo non esiste.

Ho scoperto il concetto di “presenza”, di “non-tempo”, di energia.

Il rispetto dei tempi che esige la creatività, le pratiche che possono stimolarla.

Capii il potere della sincerità, soprattutto verso sé stessi.

Da una parte la musica non sarebbe mai diventata la mia vita e, dall’altra, la mia evoluzione professionale in azienda era bloccata da alcuni anni e a me non bastava più.

Così, dopo il tempo dell’ascolto arrivò quello della scelta.

Guardai la mia esistenza prendendo tutto il tempo necessario, fissai a lungo quei due grandi mandala che avevo costruito con fatica, dedizione, senso del dovere e amore e poi li distrussi.

Mi licenziai e partii per una favela brasiliana per un’esperienza di vita assieme ai ragazzi di strada di Manaus, nello stato di Amazzonia.

Era tempo di andare oltre quello che sapevo di me.
Era tempo di lasciarmi contaminare, di vedere altre situazioni, di capire cosa volevo e cosa non volevo diventare da grande.

E a proposito di sincerità ho una buona e una cattiva notizia:

mettersi in cammino alla ricerca di se stessi può essere molto complicato, faticoso, a tratti sconvolgente.

Questa era la notizia buona…

 

Quella cattiva è che potresti essere travolto da un raro entusiasmo, da una forza vitale fuori dal comune, da una fame di conoscenza che nemmeno Giacomo Leopardi.

E queste cose potrebbero allontanarti da chi giurava che ti sarebbe stato accanto sempre e comunque.

La ricerca di sé non è mai un semplice “cambio lavoro, città, partner perché non mi piace”.

La ricerca di sé è un processo di fioritura e per fiorire è necessario il mix giusto tra terra, aria, cura, ambiente.

La fioritura personale è un percorso necessariamente ecologico.

 Ecco perché quando qualcuno mi chiede se credo ancora nei sogni, a me piace rispondere che sono i sogni a credere in noi.

Siamo pronti a non deluderli?

Per il resto, cos’altro aggiungere?
Nella vita ho realizzato molti sogni, alcuni non erano miei, ma tutte le volte ho capito che è sempre bene inseguirli, anche solo per capire quali sono quelli davvero nostri.
Fidati, non sarà mai un percorso inutile.

Sono i sogni a realizzare le persone e non il contrario.

Cosa aspetti?

Apri il cassetto e muoviti, perché i sogni sono fuori mentre nel cassetto, forse, ci sei tu.

 

Spero che ogni volta che deciderai di tornare da queste parti tu possa sentirti un po’ a casa.

Un abbraccio.

Angelo

Angelo Ricci

“Ho visto sogni che voi umani potreste realizzare”.

Posted on 18 Novembre 2019 in Blog

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