Confusione all’orizzonte? 3 Cose da cui (ri)partire

Ogni tanto mi prende un impazzimento.

Ma ultimamente meno. Soprattutto da quando ho compreso sulla mia pelle che gli impazzimenti, intesi come quelle “intuizioni geniali”, soluzioni drastiche, scelte radicali hanno molte volte bisogno di sforzi sovrumani per essere concretizzati e sostenuti nel tempo.

Spoiler: devi farti un mazzo che non ne hai idea.

Lo so, questo aforisma che ho trovato appeso all’ingresso della famosa “Università della vita” fa un po’ a botte con quanto i filosofi da tastiera o quelli che provano a venderti strumenti per fare ciò che loro non sono stati in grado di fare, pubblicano sulle loro bacheche:

“Molla tutto, lavora con la tua passione e non lavorerai un solo giorno della tua vita…!”.

Questa visione, così aulica e a mio avviso totalmente disconnessa dalla realtà, non tiene conto della parola del secolo, che contraddistingue chi prova a realizzare il suo sogno di indipedenza, cambiamento, autoaffermazione: sbattimento.

Sudore, fatica, lavoro continuo, disciplina, cadute, porte in faccia, tentativi a vuoto, delusioni, capitoli da chiudere e nuove pagine bianche da affrontare.

 È vero, in mezzo a tutto questo ci saranno momenti di pace, di felicità, soddisfazioni economiche, incontri preziosi, avvenimenti che sapranno di miracoloso.

La sensazione impagabile di essere al timone della propria vita. Di esserne fieri.

Ma il tutto sarà frutto di sbattimento. Emotivo, fisico, mentale.

Ecco perché, anche per questo, può arrivare un momento in cui arrivi a pensare che per cambiare le cose o per ridare loro un senso, sia necessario fare scelte che assomigliano a imprese impossibili:

lasciare il lavoro che svolgi, la città dove abiti, il partner con cui vivi. Qualcuno azzarda il pensiero di fare un viaggio dall’altra parte del mondo in solitaria o stravolgere radicalmente la sua esistenza con decisioni che agli occhi dei più appaiono assurde.

Tutte cose legittime, ci mancherebbe, ma ovviamente sono cose che ti spaventano perché si parla della tua vita, e a volte anche della vita di altre persone attorno a te.

Come si fa a fare delle scelte così radicali quando si ha un lavoro fisso, un partner, dei figli, qualcuno di cui prendersi cura o semplicemente non si hanno le energie sufficienti o i soldi necessari per provare a cambiare le cose?

Come si fa a cambiare le cose per se stessi quando si ha la percezione di non avere mai tempo per se stessi?

Ti guardi attorno e sembra che altri abbiano raggiunto la loro autonomia, uno status socialmente riconosciuto, una vita appagante, una posizione lavorativa soddisfacente mentre tu senti addosso la sensazione di rincorrere continuamente un traguardo, un risultato che tarda ad arrivare, un oltre che che si allontana a ogni passo.

Se hai seminato hai l’impressione di non raccogliere, se senti di non aver seminato non riesci a capire da che parte cominciare. E le energie, la motivazione, la voglia di combattere si affievoliscono.

Risultato in parole povere? Nebbia, confusione, frenesia.

E nessun posto apparentemente dove “sbattere la testa”.  

Tuttavia, c’è un errore che tanti di noi commettono quando non sappiamo da che parte cominciare o ricominciare.

La vita, per come l’ho vissuta e per quello che mi ha insegnato finora, assomiglia molto a una maratona. E anche se una parte di mondo continua a mostrarci solo i traguardi raggiunti da altri e quelli che “dovresti” raggiungere tu per essere davvero un “numero 1”, esiste un punto da cui partire o ripartire. Anzi, tre.  

Il presupposto a questi tre punti è quello di non concentrarti sugli arrivi, ma sulle partenze.

Le tue e quelle degli altri.

Rifletti su questi tre punti, possibilmente con carta e penna a portata di mano:

 

1) Individua o ritrova una direzione.

Che tipo di persona desideri diventare?

Non so se ti è mai capitato, ma tante volte mi sono ritrovato a chiedermi “questa cosa che sto inseguendo, la desidero davvero?”Rispetta i miei valori, le mie ambizioni, le cose in cui credo?”.

Alcune volte ho scoperto che, in fondo, di quell’obiettivo non me ne importava niente e scoprirlo è stato un sollievo, anche se la vocina interiore continuava a ripetermi che non potevo buttare all’aria tutto ciò che avevo investito fino a quel momento.

Individuare una direzione chiara da seguire però, ci permette di viaggiare più “leggeri” e di mettere le nostre energie e il nostro tempo al servizio di qualcosa a cui teniamo davvero e magari di cogliere quelle opportunità che ci passano accanto ma non vediamo per mancanza di tempo e focus.

E siccome tempo ed energie non sono infinite, è bene imparare a spenderli bene.

Questo per dire che, se riusciamo a dare un senso anche a un lavoro che odiamo, perché ci permette di metter via dei soldi per realizzare, da qui a un anno, qualcosa a cui teniamo, avremo una motivazione maggiore per affrontare la “battaglia” quotidiana con il nostro dovere…

Tutte cose apparentemente banali ma, chissà perché, poco praticate.

 

2) Fai un primo inventario delle tue risorse

Che cosa hai imparato, finora, in ogni ambito della tua vita?

A volte trascuriamo di aver appreso tante di quelle cose lungo il nostro cammino da non riuscire a valorizzare le nostre risorse.

Faccio qualche esempio per andare sul concreto:

  • magari hai sviluppato negli anni una capacità di ascolto empatico non comune perché hai raccolto nel tempo le confidenze di tanti tuoi amici e questo potrebbe rappresentare il primo tassello di una ricostruzione professionale.

 

  • Hai imparato a gestire il tuo tempo perché hai una moltitudine di interessi oppure hai dei figli e sai che è importantissimo scandire con precisione i tempi della giornata, focalizzarti per un tot di tempo sul lavoro e hai uno spirito di organizzazione che riesce a farti gestire numerosissimi task ogni giorno. Insomma, sei una macchina da guerra e forse non lo sai.

 

  • Hai acquisito un’abilità manuale svolgendo per tanto tempo un determinato lavoro e questa abilità potrebbe tornarti utile in altri campi che non puoi al momento immaginare oppure, grazie ai lavori passati che magari mal sopportavi, hai sviluppato un “pensiero laterale” che ti permette di andare oltre gli schemi e individuare soluzioni alternative dove nessuno le trova.

 

  • Sei una persona carismatica, capace di prendere decisioni in breve tempo perché abituata a valutare pro e contro di una situazione, oppure sei una persona molto abile a comunicare in pubblico, in video o davanti a un microfono ma non hai mai tenuto conto di questa cosa, oppure ti piace raccontare storie e grandi e piccoli pendono dalle tue labbra quando le racconti.

 

  • La tua passione per gli scacchi, per i puzzle o per il cucito ti ha fatto diventare una persona riflessiva, attenta, paziente. E come vedi queste qualità ti hanno portato a leggere questo articolo fino a qui 🙂 .

 

Insomma, potrei andare avanti quasi all’infinito.

Tutto questo per dirti che, nelle attività di ogni giorno, anche quelle che noi riteniamo più insignificanti, abbiamo la possibilità di apprendere delle competenze che altri non hanno avuto modo di sviluppare.

Non è detto ovviamente che ogni singola competenza possa farti svoltare o possa diventare “la tua strada” nella vita personale o professionale.

Voglio solo dirti che, se ci fai caso, hai già molte risorse da mettere in campo qualora stessi valutando la possibilità di cambiare vita.

Prendere atto di questo è un modo molto efficace per avere di te una diversa percezione.

E da una percezione diversa delle cose, arrivano spesso comportamenti e azioni differenti.

Ricorda che anche gli stravolgimenti che sembravano per noi impensabili fino a qualche tempo fa sono partiti da piccole azioni che sono diventate abitudini ripetute nel tempo.

 

3) Individua i tuoi compagni di viaggio.

Da quale tipi di persone desideri circondarti?

Nella rete di relazioni che hai creato finora hai quasi certamente persone che possono supportarti attraverso le loro competenze, il loro carisma, il loro modo di essere ma anche attraverso i contatti che a loro volta hanno creato nel loro percorso.

Ecco perché, ancora una volta, torno sull’importanza di “lasciare andare” quelle persone con cui non abbiamo ormai più niente da dirci, quelle persone che rappresentano spesso soltanto dei “rami secchi” da potare (accetti la sfida che ti ho proposto in questa puntata?).

Ovviamente non intendo passare il messaggio che dobbiamo circondarci di persone “utili” alla nostra crescita personale o professionale, ma di persone che possano ispirarci, che facciano il tifo per noi ma che allo stesso tempo siano sincere e oneste nel dirci la loro opinione quando questa non collima con la nostra.

Direzione, risorse, compagni di viaggio.

Quando senti il bisogno di ripartire o cominciare un nuovo percorso, riparti da queste tre cose.

Se proprio bisognerà sbattersi, meglio farlo per qualcosa che ti farà sentire bene e apposto con la tua natura.

 

Angelo Ricci

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