Una cosa che ho imparato sul coraggio (vent’anni fa)

Ci sono dei gesti che possono cambiarci la vita nel piccolo come nel grande e uno di questi, per quanto possa apparire banale, l’ho compiuto quasi vent’anni fa.

Un gesto semplice, un tentativo del tipo “vediamo cosa accade”, qualcosa che non dimenticherò mai per l’impatto metaforico che ha avuto nella mia vita.

Anno 2000.

La cartolina rosa era arrivata tramite raccomandata e non era certo un saluto di un amico vacanziero.
Era la chiamata alle armi. La naja. La leva obbligatoria.
E io avevo scelto di farla da carabiniere piuttosto che da marinaio o da soldato.

Così, pochi mesi dopo mi ritrovai lontano da casa, sull’attenti, con indosso una tuta mimetica, a guardare per ore i commilitoni marciare.

Nelle prime settimane di addestramento, infatti, si svolgevano le prove del giuramento, forse l’unico evento “degno di nota” degli oltre 300 giorni che mancavano al congedo, l’evento in cui rivedi fidanzata, parenti e amici dopo settimane di attenti riposo e sissignore.

Purtroppo, per il giorno del giuramento figuravo tra quelli “sfigati” che erano stati sorteggiati per lavorare nelle cucine.

Delusione totale.

 

E allora eccomi in disparte con pochi altri, immobili come pali, a vedere sfilare plotoni in marcia e a immaginare le padelle che avremmo lavato mentre gli altri si sarebbero goduti il buffet in alta uniforme.

Come se non bastasse, a ogni singola prova generale dovevamo sorbirci la preghiera del carabiniere letta da un avvocato in mimetica e dall’aria smarrita. Una litanìa infinita.

Ma quella mattina, al colonnello che impartiva gli ordini e dettava i tempi della marcia venne un’idea:

serve un vice-lettore. Uno che, se l’avvocato mi sviene sotto il sole, sia pronto a leggere la preghiera.

Così, con tono autoritario e l’indice puntato, si voltò verso gli sfigati lavapiatti chiedendo se qualcuno di noi si offrisse per leggere la preghiera e fare il vice dell’avvocato.

 

Io Signor Colonnello! Comandi, Allievo Carabiniere Ausiliario Angelo Ricci.”
La mia mano alzata fu l’unica.

 

Mi avvicinai al microfono, presi un respiro e cominciai a leggere.

Quando terminai, le cose erano già cambiate.

Avvocato, tu sarai il vice di Ricci. 

Il ghigno del colonnello sembrò per un attimo quello del Joker.

 

Ricordo che i commilitoni si avvicinarono e mi abbracciarono emozionati.
Io evitai padelle unte per chissà quanti altri giorni e grazie a quell’alzata di mano riuscii anche a ottenere licenze premio, nessun turno di notte e ad ogni festa, celebrazione o evento di rilievo diventai il front-man del battaglione.

Sono passati 19 anni da quella volta in cui alzai la mano e tante altre volte ho continuato a farlo perché ho compreso sulla mia pelle quanto un piccolo atto di coraggio possa cambiare completamente uno scenario.

Così, ho quasi sempre cercato di cambiare le cose prima che le cose cambiassero me.

Certo, non sempre l’effetto è stato quello desiderato, ma ho compreso che ogni volta che senti di poter fare qualcosa per modificare la traiettoria della tua vita, devi provare ad alzare la mano.A mettere in gioco i tuoi talenti.

E che se non riesci a farlo per te, puoi farlo per gli altri.

Si, per gli altri.

Perché tu non hai idea di quante persone là fuori stiano aspettando che ti svegli e decidi finalmente di fare ciò che sai fare.

Ma perché qualcuno si accorga di te devi alzare quella mano, uscire dal coro o dal silenzio e rischiare.

Io non avrei immaginato che quel plotone di centinaia di ragazzi sull’attenti stesse aspettando la mia voce per potersi emozionare.

Ho alzato la mano per cambiare la mia storia, ma questo ha fatto bene anche a qualcun altro.

Non avrei immaginato che la prima volta che ho acceso il microfono per iniziare a raccontare le storie dei Sognatori Svegli, tanti di voi mi avrebbero ascoltato.

Ma l’ho fatto. E a qualcuno, nel piccolo o nel grande, questa cosa ha cambiato la vita.

Tocca a te

  • Ti va di tirarti fuori dal gruppo?

  • Che tipo di coraggio stai cercando?

 

Puoi rispondere a questa domanda anche scrivendo semplicemente:

In questo momento avrei bisogno del coraggio di….

 

Ci leggiamo al prossimo articolo, o al prossimo coraggio.

Angelo Ricci

“Ho visto sogni che voi umani potreste realizzare”.

Posted on 18 Novembre 2019 in Blog

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