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Quelli che aspettano (il momento giusto)

In Diario del Sognatore by Angelo Ricci

Ogni sogno a cui rinunci è un pezzo del tuo futuro che smette di esistere.

Steve Jobs

Vuoi cambiare vita. E’ da un po’ che ci pensi.
I tuoi sogni indicano il nord e da troppo tempo stai andando nella direzione opposta.
Forse non ricordi nemmeno quando è successo e se c’è stato un momento preciso in cui hai cominciato ad allontanarti da tutto quello che, ancora adesso, ti fa battere il cuore o ti solletica la pancia.

Un po’ per volta hai messo da parte i tuoi sogni e i tuoi progetti perché non era il momento, perché bisognava pensare a cose più “serie” o perché hai preferito seguire uno schema conosciuto.

Monotono come una catena di montaggio, ma rassicurante.

Poi hai cominciato a sentire una spinta, un’insoddisfazione, dei vuoti nella tua vita che non sapevi come riempire e hai capito che continuando a fare ciò che hai fatto fino a oggi, quei vuoti non li riempirai mai. Ciò che ha funzionato fino a oggi, non funziona più.

Quello che ti bastava ieri, oggi non basta più.

Hai scoperto ciò che ti fa stare bene oppure non l’hai ancora scoperto, ma non riesci a soffocare la voce che continua a dirti: “tutto qui? E’ questa la vita che cercavi?”

Stai aspettando il momento giusto o lo stai rimandando per paura di sconvolgere lo stato delle cose?

Lo so, probabilmente pensi di avere molto da perdere .
Eppure, in un’altra ottica, hai già perso tanto. Hai perso molte opportunità di essere più felice, di avere meno rimpianti e di svegliarti la mattina benedicendo il cielo anziché imprecarlo.

Cosa pesa di più sulla tua bilancia? Hai davvero da perdere? O tutta la fatica che hai fatto per arrivare dove sei è il prezzo che può permetterti di pagare il riscatto e liberare la tua voglia di cambiare vita?

Lascia che ti dica una cosa che ho imparato a mie spese: aspettare il momento giusto può significare incontrare il proprio riflesso in una vetrina e non riconoscersi più.

Il momento giusto, in realtà, non è un momento. E’ una serie di eventi e di circostanze che, secondo il tuo modo di vedere il mondo, dovrebbero accadere affinché tu possa ritenerti pronto per incominciare ad agire.
E, quasi puntualmente, anche quando questi eventi si verificano succede che la scelta venga procrastinata.

Vogliamo sapere come va a finire e fino a quando non lo capiamo, non agiamo.

Sentiamo il bisogno di controllare tutto, ogni passo e ogni effetto della nostra scelta e il risultato è che questa smania di controllo ci blocca, ci paralizza lasciandoci distanti dalla meta.

Il nostro perfezionismo crea qualcosa che non funziona.

Il fatto è che vogliamo prevedere il futuro, ma qualcuno diceva che il miglior modo di prevedere il futuro è inventarlo.

Il futuro lo costruisci sulle azioni del presente e per quanto tu possa pianificare le tue strategie ci sarà sempre qualcosa che non potrai prevedere.

Hai paura di soffrire ma in realtà lo stai già facendo.
Stai soffrendo perché il dubbio ti dilania e il tempo che scorre ti fagocita.
Troppo spesso restiamo ingabbiati in mille ragionamenti alla ricerca di una soluzione logica come davanti a un’espressione algebrica che non riusciamo a risolvere.
Un rompicapo in cui il nostro approccio tanto rigoroso continua a trascurare una variabile fondamentale:

l’essere umano è una mistura di emozioni, irrazionalità, inconscio.

Ecco che diventa impossibile risolvere il nostro rebus se non prendiamo in considerazione questo aspetto.
Continueremo a restare immobili. A rifare conti che non tornano. A guardare quella bilancia in perfetto equilibrio che rende allo stesso tempo giusta e sbagliata qualunque decisione.
La ragione si trasforma così da nostra alleata a nostra peggiore nemica capace di portarci in un labirinto senza uscita.
C’è solo una chiave che possa aprire una via d’uscita e Blaise Pascal ha trovato un modo sublime per svelarla a tutti quelli che, come noi, continuano a cercare una soluzione razionale:

L’ultimo traguardo della ragione è riconoscere che c’è un’infinità di cose che la oltrepassano.

Blaise Pascal

Non resta che agire.
Sbagliare, imparare, riprovare.
E’ il momento di darsi la possibilità di modellare un futuro in linea con i nostri principi, con i nostri sogni e coerente con il nostro modo di vedere il mondo.

Metti al lavoro la tua immaginazione.

Cosa farebbe oggi la persona che vuoi diventare?
Cosa farebbe oggi una di quelle persone che ammiri e che hanno quelle qualità che tu credi di non avere?
Agisci come, secondo te, farebbero loro.
Agisci.

Ogni azione è un tratto di quel ponte che ti porterà dove vuoi arrivare. Questa è una lezione che ho imparato e che spero di non dimenticare mai.
Ma non devi credere a me. Se proprio devi credere in qualcosa o in qualcuno, credi in te.
Credi in te.

Angelo Ricci

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