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Pochi attimi di coraggio. Per cambiare.

In Diario del Sognatore by Angelo Ricci

A volte non lo so nemmeno io dove sto andando e, se mi stai seguendo, ogni tanto ci perderemo insieme.

So soltanto che ogni giorno sono chiamato a scrivere una pagina della mia storia, a cercare da qualche parte almeno pochi attimi di coraggio, quelli necessari per fare ancora un passo avanti nonostante il vento contrario. Non spaventarti troppo se ogni tanto non riesci a intravedere la meta, mettiti piuttosto in ascolto di te stesso.

In questo particolare cammino, non è tanto il “vedere” ma il “sentire” ciò che pulsa dentro l’anima a guidarti dove altri non hanno avuto il coraggio di andare.

Sono pochi attimi di coraggio, ogni giorno.

Se non sai dove cercarli, fruga nei valori che ti rappresentano e agisci con coerenza.

Se non conosci ancora i tuoi valori, fai chiarezza dentro te. Metti a tacere il mondo intorno.

Ascoltarsi è una scelta difficile, ma quanto coraggio nasconde? 

È davvero dura, lo so. Arrivano domande brusche i cui punti interrogativi sono incerti da sembrare quasi delle affermazioni. Ognuno ha le sue, nascoste da qualche parte o chiuse nelle camere insonorizzate della distrazione.

Sono domande che ci destabilizzano, che mettono in discussione il nostro punto di vista, che mettono in crisi le nostre relazioni. È quello che ci spaventa. Sono quesiti che ci impongono comunque uno sforzo, che tu voglia soffocarli o dar loro spazio.

Ma quanta bellezza tirano fuori?

Quanta verità ci rivelano sul nostro essere? Sul nostro vivere?

Io credo che ognuno di noi abbia il diritto e il dovere di capire cosa farne della propria vita. Di proteggerla, ma anche di esserne fiero. Di essere orgoglioso delle proprie scelte e delle proprie decisioni.

Vuoi davvero ritrovarti un giorno a rimpiangere di non averci provato?

Possibile che l’unico modo per comprendere il valore del tempo che viviamo adesso sia quello di assaggiare l’amaro sapore della sua irreversibilità?

Non si può tornare indietro. Quando sbattiamo il muso contro questa verità, molto spesso è tardi. Ma non sempre, per fortuna. 

Sempre che tu non continui a trastullarti nel guardare indietro e a non rinviare ancora una volta la possibilità di fare qualcosa che possa farti dire un giorno “Sono fiero di come ho vissuto!”

Se segui il blog, sai bene che in questo 2016 ho lasciato un posto fisso in una grande azienda per inseguire una mia idea di felicità

Io, con le mie paure, le mie ansie, i miei attacchi di panico.

Non potevano vincere loro. Non potevo lasciarmi morire così.

L’ho fatto perché, nel mio piccolo, penso di meritare anche io la mia piccola parte di felicità. La mia piccola porzione di fierezza. Non ne potevo più di avere delle intenzioni e di mettere in pratica azioni opposte.

È in quel momento che sono cominciate le scoperte e che ho incominciato a imparare anche dalla pratica e non solo dalla teoria.

Ho imparato che si può cambiare nonostante la paura di farlo, nonostante le paranoie e le convinzioni sui nostri limiti, sul nostro carattere e su tutto ciò che di brutto potrebbe accadere.

Ho visto cambiare la struttura dei miei pensieri, dei miei schemi mentali, delle mie convinzioni.

Ricordi quel detto sulla paura?

“La paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”.

Beh, quando il mio coraggio aprì la porta, le paure erano ancora lì.

Allora le ho guardate in faccia, le ho fatte entrare e abbiamo fatto una bella chiacchierata per conoscerci meglio. Loro sono con me, fanno parte di me e forse è giusto condividere tutti lo stesso tetto.

Spesso cambiano aspetto e così ho capito che anche il mio coraggio deve cambiare. A volte serve una decisione, a volte un’altra, ma ho sempre bisogno di coraggio.

Pochi attimi di coraggio ogni giorno, ricordi?

Ecco che la mia vita è cambiata, io continuo a cambiare. Tanto, che tu lo voglia o no, si cambia lo stesso.

I giorni che passano in fotocopia ti cambiano.

E se non alimenti il tuo spirito, il tempo lo spegne che nemmeno te ne accorgi e ti ritrovi così cambiato da non riconoscerti neanche più.

Invece, nell’ultimo anno ho imparato che se nasci in un modo puoi morire in un altro.

Che se vivi in un contesto sfavorevole puoi provare a cambiarlo, a combatterlo ma anche ad abbandonarlo.

Che serve crederci, ma non sempre. A volte basta comportarti come se lo facessi. Agire come se fossi mosso da una fede incrollabile.

Pensi che io sia sempre così abbagliato dalla fiducia nel futuro o nelle scelte che ho fatto?

Ecco cosa significa non mollare. Far si che il tuo corpo e i tuoi gesti trascinino la tua mente quando lei non ne ha più. Anche quando perdi di vista il tuo obiettivo. Ma ricorda ancora che non è tanto “vedere” ma “sentire”.

Finalmente ho vissuto un anno della mia vita alla mia maniera, contro quelle che sembravano le uniche logiche disponibili. Finalmente ho deciso di fare un salto.

Forse nel vuoto.

Forse nel pieno

Come Pessoa, mi porto addosso le cicatrici delle battaglie che ho evitato fino a un po’ di tempo fa, ma nei sorrisi e nelle consapevolezze che ho incontrato c’è una lezione che ho fatto mia: tra le cose che contano nella vita, ce n’è una che troppo spesso trascuriamo ed è quella di poter dire di aver vissuto a modo nostro. 

Inciampando, certo. Cadendo, perché no. Ma nella forza e nella testardaggine di rialzarsi e inseguire e poi raggiungere quella condizione meravigliosa di sentirci vivi.

Ecco l’augurio che voglio farti con tutta la sincerità di cui dispongo, nella speranza che le mie parole e le mie scelte possano ispirare in qualche modo anche le tue.

Che tu possa sempre trovare il coraggio di vivere a modo tuo.

Che tu possa sempre provare l’immenso piacere di sentirti vivo.

Che tu possa portarti addosso le cicatrici delle battaglie che combatterai e che un giorno guarderai con fierezza, e non con rimpianto.

 

Angelo


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Ho stravolto la mia vita e mi sono messo in cammino per cercare di realizzare la mia idea di felicità. Parlo solo di ciò che ho vissuto, affrontato, appreso e provo a condividerlo con te.

Angelo Ricci