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Io non penso positivo

In Diario del Sognatore by Angelo Ricci

Quando ho ideato Sognatori Svegli, l’idea che volevo far passare era quella della necessità di ritornare a sognare in modo lucido.

Riscoprire la potenza di una visione chiara del proprio futuro e dei propri “perché” è un modo molto efficace per cambiare la nostra vita e quella degli altri ma, allo stesso tempo, volevo fare in modo che le persone comprendessero, in maniera ancora più netta, l’importanza di approcciarsi al proprio sogno in modo serio, concreto, strutturato.

Tradotto:

È bello sognare ma se vuoi realizzare il tuo sogno devi tornare con i piedi per terra e cominciare a progettare seriamente un percorso che possa portarti da dove sei adesso a dove vorresti andare.

 

Così, negli ultimi anni, ho cercato di formarmi prendendo in considerazione solo percorsi, strumenti e ricerche che avessero un fondamento scientifico e che potessero essere applicati concretamente alla mia vita per produrre cambiamenti effettivi nel mio modo di prendere decisioni e di perseguire i miei obiettivi.

Ecco perché mi è subito balzato all’occhio il libro Io non penso positivo (edizione italiana curata da Tlon Edizioni) in cui la ricercatrice Gabriele Oettingen, docente di psicologia all’università di Amburgo, raccoglie vent’anni di ricerca sul pensiero positivo e sul perché “fantasticare” può essere controproducente nel raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Una bella fantasia, infatti, secondo la Oettingen, costituisce una sorta di “tranquillante mentale” che ha degli effetti positivi nel breve termine o solo quando è impossibile esaudire un certo desiderio.

Sostanzialmente, quello che sostiene la Oettingen è che limitarsi a fantasticare sul proprio futuro aumenta la probabilità di non raggiungere un obiettivo e che la stessa cosa accade se ci concentriamo solo sugli ostacoli.

Secondo le sue ricerche, infatti, sognare senza prendere consapevolezza della realtà dei fatti ci rende più deboli davanti alle difficoltà che potremmo incontrare lungo la strada.

Quando invece si fa ricorso al contrasto mentale, al bi-pensiero di cui si fa riferimento nel libro, la nostra determinazione aumenta ed entrando nel dettaglio delle azioni che intendiamo fare, man mano che sorgono gli ostacoli, ci motiviamo ancora di più.

 

Dunque, pensare positivo va bene ma senza dimenticare un sano realismo per evitare di cadere dalle nuvole e farsi male sbattendo il muso sulla realtà.

Io non penso positivo è un libro in cui si riportano numerose ricerche ed esperimenti ma anche riflessioni ed esercizi utili per “svegliarsi”.

Per questo motivo, direi che potrebbe quasi essere un libro propedeutico per i lettori e gli ascoltatori di Sognatori Svegli. 

:-)

 

A presto!

Angelo

 

 


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Ho stravolto la mia vita e mi sono messo in cammino per cercare di realizzare la mia idea di felicità. Parlo solo di ciò che ho vissuto, affrontato, appreso e provo a condividerlo con te.

Angelo Ricci